venerdì 30 agosto 2013

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


ORSI ALL'OPERA

Una canzone da orsi, Benjamin Chaud
Franco Cosimo Panini 2013


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)

"Chi dice ape dice miele, questo Orsetto lo sa bene, e ...hop hop hop decide di seguirla."

E così al principio dell'autunno un tranquillo letargo con Papà Orso che ronfa e Orsetto sulla sua pancia a fargli caldo si trasfoma in un'avventura che vede Orsetto con il naso per aria inseguire quell'ape che ronza fuori tempo massimo e Papà Orso che lo insegue. 


Il problema è che l'ape conduce i due plantigradi in un contesto un po' insolito per loro: una grande città piena di traffico, con motorette e autobus pieni di gente e macchine che sfrecciano da sinistra a destra e da destra a sinistra. Ma il suo viaggio prosegue in un gran teatro dove sta per andare in scena lo spettacolo. Lungo la scalinata piena di gente elegante ora si aggira un Orso per l'occasione in sciarpa banca e tuba e un Orsetto molto assorto per non perdere le tracce dell'ape che, lui ne è certo, lo porterà dritto al miele...


Tutto è predisposto sul proscenio. Le ballerine si scaldano nei corridoi prima di andare in scena, attrici al trucco, macchinisti alle corde delle scenografie, elettricisti all'illuminazione.
Lo spettacolo comincia: orchestra, cantanti e pubblico sono al loro posto, ma Papà Orso irrompe attaccato al lampadario. Questo è un fuori programma e un silenzio glaciale cala sulla scena. Sarà per i fari puntati su di lui, sarà l'atmosfera o lo sguardo di tutti gli spettatori su di lui, fatto sta che Papà Orso intona la sua canzone da orsi, per la precisione quella che gli cantava la mamma per farlo addormentare. 


Ed è a questo punto che qualcuno capisce che quello in scena è un orso in carne, ossa e pelo! Il parapiglia che ne segue vede tutto il pubblico squagliarsela alla svelta tra urla e spintoni. Nel silenzio due sole zampine applaudono...


Un illustrato grande grande che racconta una storiellina piccola piccola e suggerisce un gioco per i giovani lettori che debbono cercare l'Orsetto e la sua ape nelle pagine molto ricche di personaggi e oggetti. Il bosco al pari della metropoli e del teatro sono sfondi di convulsi viavai: dai cinghiali, dalle volpi e dai tassi si passa ai taxi, agli autobus ai tavolini di un affollato ristorante.
Allo stesso modo la gamma cromatica del bosco, con i toni di verde e marrone delle prime tavole si prolunga anche nelle successive dedicate alla città e al teatro, come a dire che bosco e città sono luoghi di grande caos...
Benjamin Chaud, già conosciuto per alcuni illustrati pubblicati da Zoolibri e per la serie francese di Pomelo, un tenero elefante, pubblicato da Albin Michel (in Italia con De Vecchi) è giovane illustratore francese di grande spirito e ne sono una prova i mille particolari buffi che sono disseminati ovunque in queste grandi illustrazioni.
Qui il booktrailer dell'edizione portoghese di questo bel libro.
video

Carla

mercoledì 28 agosto 2013

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


I 10 mesi che mi hanno cambiato la vita, Jordan Sonnenblick
Giunti 2013

NARRATIVA PER GRANDI (dagli 11 anni)


"Ragazzi, se volete zittire all'istante un bel gruppo di adulti, evidentemente 'Mio fratello ha il cancro' è il segnale in codice giusto. Quelli sono rimasti a fissarmi in silenzio per più di quindici minuti. Be' forse è un po' esagerato, ma avete capito. Mentre cercavo di soffiarmi il naso e asciugarmi gli occhi con quello schifo di fazzolettino supersottile senza farli vomitare tutti, pensavo: 'Perché insistono tanto per tirarti fuori la verità, se poi non la vogliono sentire?'"

Circondato da tutti i suoi insegnanti, Steven Alper ha appena confessato qual è la ragione del suo crollo improvviso nel rendimento scolastico.
Avere tredici anni è un'impresa già di per sé: farsi accettare dagli altri per quello che si è, rendersi 'visibile' alla ragazza che ti piace da morire, riuscire ad uscire dalla mediocrità quando suoni la batteria, riuscire a prendere la giusta distanza da mamma e papà, sono tutti cimenti che questo ragazzino ha davanti a sé e a questo percorso già piuttosto in 'salita' si aggiunge il grande problema: la leucemia infantile che ha colpito Jeffrey, il suo fratellino di appena cinque anni.
Questo è il contesto: una famiglia quasi sul lastrico, un fratello senza sistema immunitario, una madre disoccupata, un padre superoccupato, la ragazza dei sogni offesa e un debito assicurato in matematica.
C'è di che uscire pazzo, eppure Steven non perde mai la bussola. Lui segue il suo istinto e applica un utile consiglio che tutti dovrebbero tenere a mente: 'invece di tormentarti con le cose che non puoi cambiare, perché non ti concentri sulle cose che puoi cambiare?'.
In tal modo Steven veleggia e mantiene la rotta verso la soluzione dei problemi: è interlocutore ed esempio per suo padre che troppo spesso si dimostra debole e incerto, è sostegno per sua madre nei momenti di cedimento, è degno sostituto del pupazzo del fratello, portafortuna e 'infusore' di coraggio, è esempio di maturità e determinazione agli occhi della sua scuola, insegnanti e compagni.
Ma soprattutto Steven è utile a se stesso. Sebbene sembri accorgersene solo a cose fatte, in ogni occasione sa dare il meglio di sé e in tal modo si avvia a passi da gigante verso il suo personalissimo traguardo: diventare un uomo.

Una riflessione che dovrebbe sempre accompagnarci: come è sottile la linea di demarcazione tra la vita normale e il dramma. Ma se è così sottile allora forse ci possono essere anche punti di tangenza e permeabilità tra il prima e il dopo.
Sonnenblick, già conosciuto in L'arte di sparare balle, ci ha abituato alla risata. Ora resta da chiedersi in una storia del genere come possa entrarci la risata. Che ci sarà poi da ridere, vista la vicenda così drammatica? Eppure si ride. È una risata, è quella risata che arriva nonostante tutto. Così come può capitare di ridere a un funerale, o da un letto di ospedale...
Nella risata c'è allora uno di quei punti di tangenza, di permeabilità.
È facile in questo libro ritrovarsi spesso a sorridere, ma -e soprattutto- ci si commuove per la tenerezza di certe situazioni.
Penso alla costante 'trattativa' tra Steven e Dio: continue promesse in cambio della guarigione per il fratello. 'Se non mangio più ciambelle Jeffrey guarirà, se non gli do più pizzicotti Jeffrey guarirà, se mi passo il filo interdentale tutte le sere Jeffrey guarirà'.... Penso all'idea di raparsi a zero da parte di Steven e poi della sua band per dichiarare al mondo da che parte abbiano scelto di stare...
Insomma commozione, sorrisi, risate e tanta autenticità nel racconto piuttosto dettagliato e ben documentato di cosa sia il decorso di una malattia seria come la leucemia. Un finale che cresce di pathos ad ogni pagina e che tutto sommato rimane giustamente aperto. Molte delle questioni sono in via di soluzione, ma i capelli di tutti stanno ricrescendo, anche quelli di Jeffrey.

Carla

Noterella al margine. Bambini e cancro: tema complesso che già in Oh boy! ha trovato un esito felicissimo nella rara prosa di Marie-Aude Murail (Giunti, 2011). Curiosa la circostanza che mi ha visto leggerlo due anni fa esatti, seduta nella stessa scomoda poltrona, guardando le stesse colline liguri che mi hanno visto passare dal riso al pianto e viceversa con analoga facilità, anche in questi ultimi giorni d'agosto.

lunedì 26 agosto 2013

CORTESIE PER GLI OSPITI (libri preferiti da altri)


IL GIRO DEL MONDO IN UN ISOLATO

Madlenka, Peter Sís
Farrar, Straus and Giroux, 2000


Ospite d’onore dell’ultima Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, Peter Sís (nato nella ex Cecoslovacchia nel 1949 ed emigrato negli Stati Uniti ben prima della caduta del muro di Berlino) è un autore visionario, complesso ed elegantemente giocoso al tempo stesso (qui ne abbiamo già parlato). Ma la sua complessità non spaventa, poiché è contenuta e parimenti risolta nella fitta trama delle illustrazioni, che sembra tessere (o ricamare) più ancora che disegnare.

La storia della piccola Madlenka, che vive in un appartamento di New York e scende in strada festante per raccontare a tutti che il suo incisivo traballa (e dunque sta diventando grande!), è una sequenza d’immagini così ricche, sofisticate e belle da ricordare la preziosità di antiche stampe. 
Sís disegna Madlenka con ingenuità di tratto, paffuta e colorata, immettendola poi in un ordito di prospettive sorprendenti ed elaborate, cromaticamente uniformi, come se la bambina si avventurasse a piedi tra le pagine di un vecchio, magico libro.


Viva e saltellante, la piccola percorre il perimetro dell’isolato in cui abita alla ricerca dei suoi amici bottegai, immigrati da tutto il mondo nella caleidoscopica Grande Mela. Madlenka saluta ciascuno porgendo fiera la notizia del dente prossimo a cadere ed è come se sotto al suo sguardo si dispiegassero le quinte di universi affascinanti e misteriosi. 
Il fornaio francese, l’edicolante indiano, il gelataio italiano, il verduraio sudamericano, la vecchina tedesca e la compagna di scuola egiziana non abitano solo lo spazio del loro piccolo commercio o della loro abitazione, ma nel salutare amichevolmente la loro simpatica visitatrice, ciascuno nel suo idioma, evocano tutte le suggestioni dei paesi da cui provengono. In un modo originalissimo ed intenso, in un modo così speciale che – e non temo di essere smentita – solo Sís poteva immaginare ed affrescare.



E’ difficile rendere la bellezza di questo libro attraverso la scansione delle tavole. 
Averlo tra le mani fa davvero la differenza. 
E mi sento di dire che solo le care vecchie pagine di carta possono trasmettere l’emozione di una scoperta così articolata e piena di rimandi. Nessun supporto tecnologico potrebbe assorbire lo sguardo con la stessa potenza incantatoria e, anzi, mi piace fare di quest’opera di Sís il pretesto per dire una cosa semplice, della quale sono profondamente convinta: il libro veicola suggestioni potenti proprio perché conosce il limite della pagina, che diventa pozzo profondo a cui attingere, calamita potente, esattamente in virtù della sua sua staticità. Il limite in questo caso essendo piuttosto un confine, necessario e sufficiente perché il lettore possa immaginare tutto ciò che si muove aldilà, sopra e sotto.

Nato nel cuore della vecchia Europa, Peter Sís non dimentica la lezione della complessità (e qui torno all’inizio del mio discorso). Ma il Mondo Nuovo lo ha compenetrato di freschezza, sicché il suo tocco sa essere drammatico e ironico, denso e fluido, antico e modernissimo. Madlenka guarda con occhi sgranati la vastità dei mondi che si aprono come un incantesimo varcata la soglia dei negozietti in cui si affaccia, ma non perde mai il contatto con la realtà, che in genere è richiamata nella pagina di sinistra con un elenco di cose e abitudini quotidiane. 
Fantasia e pragmatismo, grandezza e intimità sono infatti i contrappesi che bilanciano l’andamento di questa straordinaria avventura metropolitana.


L’effetto di spiazzamento, mentre la bambina procede nella scoperta, è aumentato dalla finestrina che spesso appare al centro della tavola, come un primo assaggio dell’inquadratura mirabolante che segue alle pagine successive. A ogni giro “d’angolo” grande è la sorpresa che si prova seguendo i vari protagonisti nel paese delle loro origini (ma anche aggirandosi con la bambina intorno al blocco di edifici in cui la storia ha luogo, che Sís disegna partendo dal basso verso l’alto per rendere il senso di verticalità che predomina nelle architetture newyorchesi). Le creature fantastiche della Foresta Nera, degli altopiani andini, la flora e la fauna dell’acquitrino egizio, il drago asiatico col suo sfondo di oceani e catene montuose, l’elefante alato sospeso sulla grazia di un giardino indiano, così come il complesso di monumenti e simboli che Sís sparge sul foglio come pedine di dama e che raccontano in una felice sintesi la Francia e l’Italia… tutto folgora e riempie lo sguardo nell’immediatezza, senza filtri “pedagogico-didascalici”. E’ plausibile che ad un lettore molto giovane sia dovuta qualche spiegazione qua e là, per meglio compenetrare la gamma di citazioni disseminate nel libro. Ma la bellezza e l’originalità di questo lavoro scongiurano qualunque rischio di pedanteria.
Al termine del suo viaggio intorno al globo nel perimetro di un isolato, Madlenka torna a casa trafelata. Si è fatto tardi, i suoi genitori l’aspettano vagamente preoccupati. Al centro della scena una tavola e tre sedie. Il microcosmo familiare come approdo a cui attraccare alla fine dell’avventura? Sì, ma Madlenka ora sa che il mondo è lì, prossimo e vasto, capace di accoglierla e stregarla e ormai percorribile in solitaria, dopo l’immancabile rito d’iniziazione. 
Basta scendere le scale.

Daniela (Tordi)








sabato 24 agosto 2013


INVOLTINI DI MELANZANE E FETA

L'estate tende a rimescolare un po' luoghi e persone e così è stato che tornando da un giro da Naxos, splendida isola greca perennemente battuta dal vento,


mi sia portata a casa un libro di ricette greche e che una sera di agosto mi sia ritrovata alla stessa tavola con Carla e Lulli. Nel menù della cena ovviamente tre esperimenti: involtini di melanzane e feta, torta all'arancio e biscotti Koulourakia all'arancio.
Qui a seguire la prima ricetta. La seconda e la terza a breve.

ingredienti
2 melanzane del tipo allungato non troppo grosse
500/600 gr di pomodori da sugo
3 spicchi d'aglio
200 gr di feta (formaggio di capra greco che potete trovare facilmente nei supermercati)
olio di oliva
timo oppure origano *
sale
stuzzicadenti q.b.

* la ricetta originale prevede il timo che penso dia un sapore più delicato, io non avendolo a disposizione al momento l'ho sostituito con dell'origano molto odoroso e il risultato è stato davvero ottimo.


Lavate le melanzane e tagliatele a fette di circa 3 o 4 mm di spessore. Lasciatele a mollo nell'acqua per un'ora, dopodiché scolatele e mettetele in forno ad appassire per circa 10/15 minuti a 200°, devono diventare morbide senza cuocersi del tutto.
Nel frattempo potete preparare la salsa di pomodoro mettendo gli spicchi d'aglio, un po' schiacciati, a soffriggere brevemente nell'olio e versandovi poi i pomodori tagliati a pezzettini. Salate e lasciate bollire a fuoco basso, aggiungendo origano (o timo) a piacere, fino a che la polpa non si sarà disfatta. Se non avete avuto tempo o voglia di pelarli prima di cuocerli, per concludere date passata di minipimer.


Per preparare gli involtini prendete una fetta di melanzana, spennellatela d'olio nella parte interna e disponete un cucchiaino abbondante di feta sbriciolata e dell'origano nella parte più arrotondata. Arrotolate e fissate con uno stuzzicadenti. Disponete gli involtini uno accanto all'altro nella teglia da forno e coprite con la salsa.
Cuocere a 200° per circa 30 minuti. Servite caldi.

Gabriella




giovedì 22 agosto 2013

UNO SGUARDO DAL PONTE (libri a confronto)


DESIRE

Il mondo del desiderio, come può essere sfuttato, amplificato, manipolato, viene descritto in due libri diversissimi: un testo di narrativa, rivolto ai ragazzi a partire dai tredici anni, e un testo di sociologia, che molti genitori e insegnanti dovrebbero sfogliare.


In L'ordine delle cose, di Paola Capriolo, abbiamo la rappresentazione del nostro presente appena un po' enfatizzato, come potrebbe essere domani.
La protagonista del romanzo, Sabrina, orfana ad appena diciottanni, ha trovato lavoro nella Desire, grande azienda che si occupa di web marketing, ovvero confeziona prodotti web in base alle diverse esigenze del pubblico, dalla fiabe alla musica, inserendovi adeguati spot commerciali. Anzi sono gli stessi format ad essere un semplice veicolo atto a condizionare le scelte del pubblico, bambini compresi. Sabrina di questo non è consapevole ed è più che felice di scrivere fiabe, adeguatamente farcite di pubblicità di bibite, giocattoli, vestiti e tutto ciò che un bambino può 'desiderare'. Un vero sistema di manipolazione. A far aprire gli occhi a Sabrina su questa realtà saranno due personaggi: un anziano collega, esperto di musica classica, che verrà via via emarginato nella Desire, società in cui tutti sorridono, e Max, ragazzo ambiguo, animato da oscuri propositi. In un mondo dove tutto deve essere perfettamente funzionale allo scopo, vendere vendere vendere, anche un suicidio o un omicidio vengono riassorbiti, inglobati, resi funzionali alla missione societaria. Sabrina, alla fine, si renderà conto della falsa felicità spacciata dalla Desire e prenderà un'altra difficile strada.
Anche se estremizzata, la descrizione fatta dall'autrice rende bene i meccanismi perversi e neanche tanto occulti che sfruttano la nostra vulnerabilità, e in particolare quella dei più giovani, di fronte alla massiccia e onnipervasiva proposta di merci, sostenuta da un linguaggio pubblicitario che sfrutta la nostra sensibilità e le nostre debolzze. Dietro la facciata del marketing, un mondo privo di scrupoli.
Se pensate che questa sia una visione apocalittica, vi consiglio la lettura di un saggio di Joel Bakan, già autore di The Corporation, uscito l'anno scorso con Feltrinelli: Assalto all'infanzia. Come le corporation stanno trasformando i nostri figli in consumatori sfrenati.
Si comincia descrivendo l'evoluzione dei videogiochi, dai primi anni Ottanta ad oggi, che ha portato ad affinare le tecniche che consentono di creare dipendenza nell'ignaro giocatore. E chi di noi non ha dovuto sudare sette camicie per mettere limiti all'uso dei games, in forma di giochi di ruolo o war games? Si continua con l'analisi del prodotto televisivo, con un occhio particolare al già denunciato fenomeno della sessualizzazione dei programmi rivolti a bambini/e e ragazzini/e, definendone un'immagine di adulti in miniatura, visti come consumatori potenziali. Per non parlare della violenza contenuta in numerosi giochi da consolle o da pc.
E ovviamente si parla estesamente dell'immagine femminile, distorta proprio al fine di alimentare propensioni all'acquisto di determinati prodotti.Tutto questo non per loschi secondi fini, ma per creare e ampliare nuovi mercati, in ultima analisi per vendere.
L'autore, evidentemente, estremizza molte situazioni, ma fa luce con lucidità su tendenze che, sembrando quasi luoghi comuni, determinano cambiamenti d'orizzonte importanti e negativi: come, per esempio, legare le politiche scolastiche alle esigenze del mercato e svuotando il senso della scuola pubblica. Vi stanno suonando in testa tanti campanelli d'allarme? E' giusto che sia così, siamo tutti troppo acritici sulla nostra contemporaneità, non la leggiamo con il dovuto distacco, troppo presi da una serie infinita di incombenze. La lettura di questo saggio, valido soprattutto per la situazione statunitense, in cui i fenomeni descritti sono più eclatanti, è sicuramente utile per avere un punto di vista critico sul nostro presente.
Essere consapevoli del veleno che le finalità commerciali di molti prodotti televisivi e mediatici introducono nelle teste di bambini e ragazzi non significa necessariamente demonizzare, ma compensare, controbilanciare, mettere, fra bambini e schermi di tv e computer, quel filtro critico che loro non sono ancora in grado di costruirsi.
Che il filtro esista e spesso funzioni è dimostrato anche da quei bambini e ragazzi che frequentano la libreria e leggono, leggono, leggono, uno dei migliori antidoti a disposizione delle famiglie e delle scuole.
Per chiudere con un tono di speranza voglio parlarvi di una di loro, una ragazzina di dodici anni e mezzo che ha aperto un blog di recensioni librarie...dodici anni e mezzo, blog di recensioni librarie. Allora ci sono, ci siete, esercito di piccoli e grandi lettori, pronti ad affrontare la sfida del mondo 'commercializzato'!! Se volete vedere il blog, si chiama Il blog di Chiara.
Crescete e moltiplicatevi!!

Eleonora

“L'ordine delle cose”, P. Capriolo, Edizioni E.Elle 2013
“Assalto all'infanzia”, J. Bakan, Feltrinelli 2012




martedì 20 agosto 2013

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


Da qualche parte qui vicino, Susanna Mattiangeli,
Fabio Magnasciutti, Lorenzo Terranera
Collana Quadrata (B5 Production), 2010


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 5 anni)

"Tu porti dei fiori e ti metti davanti a una porticina, ma non ci sono campanelli da suonare, c'è solo il nome e a volte una foto.
Intorno c'è un giardino e si possono fare le torte coi sassolini, poi ti dicono alzati che ti sporchi e si va via."

Dove? In un cimitero, che poi -a ben vedere- è un po' come un quartiere, ma sottoterra. Gli alberi che fanno ombra nei cimiteri, quelli stretti e lunghi, i cipressi, hanno radici anch'essa lunghe e strette e non disturbano i morti che sottoterra non fanno niente tutto il giorno e poi si sbriciolano e diventano a loro volta terra e se ci cade un seme sopra diventano erba e margherita...

 
Questo è il racconto di una mamma alla sua bambina di fronte alla domanda: dov'è adesso il nonno?  
Ma sottoterra non ci sono solo i morti ma anche Dido: un amico speciale, un amico immaginario di questa bambina. Un amico che, per vederlo, va disegnato. Lui sa fare un mucchio di cose e ha un cuore molto grande che contiene mamma, papà, un amico cinese e un topolino.I cuori sono elastici e fatti apposta per contenere le creature, le cose che amiamo, ma ciascuna di queste, a sua volta, ne contiene altre. Un po' come il gioco delle matrioske: siamo tutti uno dentro l'altro.
Comprato alla festa per i dieci anni dell'Officina Bertani, scuola romana di illustrazione di Lorenzo Terranera, questo libro è rimasto sul mio tavolo per qualche mese. Non è facile incontrarlo sugli scaffali di una libreria perché il suo percorso editoriale è frutto di una produzione 'interna' dell'officina (www.b5productions.com), tuttavia sul mio tavolo ha resistito fino ad ora perché è un libro che merita attenzione.
Per varie ragioni. 
Alcune contingenti, purtroppo, e per nulla previste al momento dell'acquisto e mi riferisco alla morte di mia madre, una nonna in tutto e per tutto come quello raccontato nel libro. 
Altre, diciamo, accademiche, e mi riferisco al tema trattato: le persone che non si vedono. Un nonno che non c'è più e un amico immaginato.
Entrambi i soggetti sono argomento di libri per bambini, perché toccano due punti sensibili nel percorso di crescita. Ma solo di rado ho trovato libri che ne trattano con la dovuta leggerezza, senza sconfinare nella retorica.
Da qualche parte qui vicino è una di queste rarità. 
Mi hanno convinto due cose: da un lato la funzione che viene riconosciuta all'amico immaginario, sorta di alter ego attraverso cui la bambina matura ed elabora una sua personale lettura della scomparsa di una persona amata, e dall'altro la messa a fuoco della morte, intesa come momento, vera e propria tappa, di un percorso più lungo che è quello della Vita, ma non la vita di un singolo, la Vita, quella che prosegue dopo di noi...quella che da un nonno può nascere una margherita. 


Chi mi conosce sa quanto questo, nel mio caso personale, sia vero. E penso che la faccia di mia madre, non se n'è andata del tutto, ma sopravvive nella faccia altrettanto sorridente di Margherita. 
Giudicate voi stessi.


Carla

Noterella al margine. Bella la prefazione di Conchita Di Gregorio. Ma da lei c'è da aspettarselo!!!

lunedì 5 agosto 2013

ECCEZION FATTA (ovvero tutto quello che ruota intorno al libro ma libro non è)

CHE ANNO MICIDIALE!!

Stiamo, state andando in vacanza e, come sempre, la pausa estiva è foriera di riflessioni e di bilanci. Questa parte di anno si chiude direi con una certa amarezza, con il permanere delle difficoltà per molte librerie e con il trionfo commerciale dei più deteriori prodotti editoriali.
Un simbolo delle difficoltà del mercato librario è l'annunciata chiusura della libreria Feltrinelli di via del Babbuino, a Roma, la prima Feltrinelli di Roma, la mia prima vera libreria, allora diretta dal mitico Conticelli. Dal grande al piccolo, ha chiuso anche la libreria per ragazzi Il Brucalibro, delle amiche Paola e Lucilla, tante altre sono in bilico. Senza la pluralità delle proposte rischieremo di trovarci di fronte un'offerta sempre più omologata e piegata a logiche commerciali discutibili, che, per esempio, affermano sempre di più il format della libreria come luogo polifunzionale, dove si mangia, si ascolta musica, si comprano accessori per la cucina e alla fine, ma solo alla fine, si sfogliano libri. E magari si trova qualcuno in grado di selezionare, di sfoltire la gigantesca offerta editoriale. Viene da chiedersi per chi saranno stampati tutti questi libri destinati ad essere resi a velocità supersonica?
Già, perché una delle conseguenze di questo duro passaggio congiunturale è che proprio la figura del libraio, come l'abbiamo conosciuta e come l'ho personalmente vissuta, viene messa in discussione: se le piccole librerie chiudono e le librerie di catena cercano di ridurre i costi, il primo 'costo' ad essere tagliato è quello delle figure professionali più specializzate, più formate: quei librai con tutto un catalogo in testa, in grado di costruire bibliografie e formulare consigli ritagliati sulle esigenze di ciascun lettore.
Lettori che, per quanto riguarda la produzione per bambini e ragazzi, si devono essere un po' distratti, visto che anche nell'ultima settimana, la classifica del settore è integralmente dominata dalla tragica coppia Violetta/Peppa pig, di cui ho già ampiamente parlato.

Se volete disintossicare i vostri figli e e le vostre figlie dallo strapotere dei prodotti commerciali, potete scorrere i numerosi suggerimenti di lettura con cui abbiamo riempito le pagine del nostro blog. Qui vi segnalo alcuni titoli, caratterizzati da personaggi straordinari, capaci di trasmettere coraggio e speranza, di cui abbiamo molto bisogno, ma anche ironia e risate liberatorie.
A questa categoria appartiene Grosso guaio nel pollaio, con l'indimenticabile cane /Marlowe alle prese con l'immancabile pollastra. Scritti con penna leggera, capace di addolcire certi aspetti delle rispettive storie, e con protagonisti straordinari, Mio padre è un PPP e Quindici giorni senza testa.
Di grande delicatezza e sensibilità Castelli di fiammiferi, una storia meravigliosa di affetto fra due fratelli.
Infine due romanzi decisamente drammatici, L'ultima alba di guerra, secondo me il capolavoro di Dowswell, e Il pianeta di Standish, il cui protagonista è il prototipo dell'eroismo dei più deboli, di quelli da cui non ci si aspetterebbe nulla.
Per chiudere in leggerezza, consiglierei, in primo luogo a me stessa, l'illustrato Il viaggio dell'asino, sarà perché mi sento un po' asino anche io, un po' perché partirei volentieri alla ventura, naturalmente in buona compagnia.


 Eleonora




venerdì 2 agosto 2013

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


Oh, com'è bella Panama!, Janosch
Kalandraka 2013

NARATIVA ILLUSTRATA PER PICCOLI (dai 5 anni)


"Devi sapere -le disse- che a Panama tutto è più bello perché Panama profuma di banane da cima a fondo. Panama è il paese dei nostri sogni, Tigre. Domani dobbiamo subito partire per Panama. Che ne dici, Tigre? Partiamo domani -disse la piccola Tigre."

Una piccola Tigre, molto brava nel trovare funghi nel bosco, con al seguito una piccola papera a righe di legno su rotelline, e un piccolo Orso, abile pescatore e cuoco di pesce, condividono una barchetta sul fiume, condividono un'accogliente casetta con il camino nel bosco, condividono una tranquilla esistenza fatta di piccole cose, condividono la consapevolezza di avere tutto ciò di cui hanno bisogno, condividono la sicurezza di essere forti perché sono insieme e insieme non hanno paura di niente.
E condividono soprattutto una grande amicizia, così grande grande che anche i loro sogni sono in comune.
Trovare una cassetta di legno che galleggia sul fiume, che emana un buon profumo di banane e porta scritto su un fianco PANAMA significa per i due amici l'inizio di un bel viaggio verso la terra dei loro sogni.

Il viaggio sarà lungo, pieno di incontri: un topo, una volpe, una mucca, una cornacchia, sarà pieno di scambi e di riflessioni: se il fiume non c'è a cosa ti serve una canna da pesca? e, soprattutto sarà pieno di indicazioni sempre sbagliate. Sbagliare la strada a quell'angolo e poi a quel bivio e poi ancora e ancora sarà per la piccola Tigre e per il piccolo Orso l'unico modo per poter arrivare al paese dei loro sogni...che non sia esattamente Panama poco importa.

Nel viaggio l'importante è andare. E tutte le cose belle che possono accadere in un viaggio accadono a quei due piccoli viandanti: conoscono gente diversa, si mettono alla prova davanti alle piccole incognite e le superano brillantemente, conoscono nuove usanze e le fanno proprie, verificano ogni giorno quanto sia bello avere un amico e che se si è in compagnia di un amico caro nulla di brutto può succedere...

Un racconto circolare che con grande semplicità racconta tre grandi 'cose' della vita. La prima è l'amicizia, la seconda è la scoperta del mondo, la terza è il sogno.
Questi sono i tre grandi argomenti intorno cui ruota il racconto di Janosch.
Ma, a mio avviso, un quarto argomento mi pare degno di nota, n tanto da parte dei bambini ma piuttosto degli adulti che avranno questo bel libro per le mani.
Mi riferisco alla voce del narratore. Difatti una voce 'fuori campo' accompagna l'avventura dei due piccoli durante il loro percorso, e commenta con tenerezza ed affetto, come potrebbe fare un adulto che osserva un bambino alle prese con le prime esperienze di vita. E noi lettori adulti non possiamo che sorridere con simpatia, insieme alla voce fuori campo, della grande ingenuità con cui i piccoli 'leggono' le cose del mondo, di come siano capaci di modellarsi l'immaginario a loro uso e consumo.


L'atmosfera così bambina, 'bambino' è anche il finale, mi ricordano molto la temperie dei racconti di Winnie Puh, dove quel Teddy Bear così umano ci fa sorridere e commuovere nel suo essere la perfetta personificazione dell'infanzia.
Se tenero è il racconto altrettanto morbide sono le illustrazioni, rassicuranti ma mai scontate, piene di piccole soluzioni spiritose: il cappello in cima alla canna da pesca, la paperella tigrata, e soprattutto l'oca esanime sulle ginocchia della volpe, nel giorno del suo compleanno...
Tutti noi abbiamo nel cuore libri del genere. Sono, o potrebbero essere stati, i libri della nostra infanzia e Kalandraka è partita, per questa meritoria operazione di 'riscoperta', da due fondamentali autori tedeschi, Lobel e Janosch.
Tutto questo non potrà che farci del bene.

Carla 

Noterella al margine.
Questo libr del 1979, pluripremiato, è stato pubblicato per la prima volta in Italia da Piemme, nella collana del Battello a Vapore nel 1997.
Qui una riflessione sui classici per la prima infanzia, categoria a cui questo libro e il precedente appartengono.