lunedì 19 settembre 2016

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


SE FAITH NON E' UNA 'BRAVA RAGAZZA'


La protagonista di L'albero delle bugie è una ragazza 'tosta', costretta a confrontarsi con il rigido conformismo vittoriano: è la figlia del Reverendo Sunderly, studioso di scienze naturali, angosciato dallo sconquasso culturale e teologico prodotto dalla pubblicazione de L'Origine delle specie. L'interpretazione letterale della Bibbia, cui si faceva riferimento per spiegare la storia del mondo, era messa radicalmente in discussione dall'evoluzionismo darwiniano. In questo accanito dibattito, rivestono un ruolo importante le scoperte di reperti fossili, testimonianza di forme viventi antichissime ed estinte.
Il Reverendo Sunderly ha compiuto per questo motivo numerosi viaggi, da cui ha riportato importanti reperti, che gli hanno dato fama internazionale. Fino a quando non si diffonde la voce che si trattasse di falsi. In fuga dalle maldicenze, l'intera famiglia si rifugia sull'isola di Vane, dove il capofamiglia trova la morte in circostanze misteriose.
Faith adora il padre, soffre tremendamente per i legami convenzionali che le impediscono di seguirlo nelle sue esplorazioni e nei suoi studi. Detesta cordialmente la madre, ingabbiata nel ruolo di padrona di casa, come vuole l'educazione vittoriana, attenta alle formalità e alle convenzioni più che ai sentimenti autentici.
Poco prima di morire il padre coinvolge Faith in una spedizione notturna in una grotta marina, al cui interno viene nascosta una pianta che cresce al buio, e non è casule: si tratta dell'albero delle bugie, misterioso vegetale che si nutre delle umane menzogne, svelando, in cambio, qualche brandello di verità. Tale pianta è il principio e la fine di una serie di eventi drammatici, da cui Faith uscirà profondamente cambiata.
E' proprio il personaggio della protagonista a rappresentare l'aspetto di maggiore originalità di questo romanzo. Faith non è una 'brava ragazza', dai buoni sentimenti e dalla limpida onestà. Per raggiungere il suo scopo, smascherare il responsabile della morte del padre, è disposta a qualunque cosa, a diffondere menzogne pericolose, a ignorare volutamente le conseguenze delle sua azioni sui destini delle persone a lei vicine, scatenando una serie di eventi dagli esiti drammatici. Ma proprio per questo è un personaggio notevole, motivato più dalla rabbia che da nobili ideali di giustizia; è una ragazzina forte, decisa, convinta del proprio diritto a far parte del mondo della conoscenza.
Nel movimentato finale i ruoli si ribaltano, i personaggi maschili mostrano tutta la loro pochezza, le miserie, le millanterie, il cinismo, gli inganni. E quelli femminili assurgono a un imprevedibile splendore, pur nelle ambiguità e nelle crudeltà. Donne capaci di coltivare il desiderio di vendetta per anni, per poi metterla in pratica meticolosamente; oppure, capaci di nascondere i propri reali sentimenti e di sopravvivere nel mondo maschile che le vuole ubbidienti e sottomesse. Donne impavide al di là dell'apparenza, dei veli di tulle e delle crinoline. Molto lontano dalle ambientazioni di L'evoluzione di Calpurnia, ragazzina circondata da autentici affetti familiari, L'Albero delle bugie è un ritratto impietoso e durissimo della famiglia vittoriana. L'autrice, Frances Hardinge, non perde occasione per sottolineare lo squallore dell'ambiente familiare e sociale basato sul conformismo. Le sue descrizioni costruiscono una cupa atmosfera in cui le oscurità e le nebbie nascondono il ribollire delle umane passioni.
E' una lettura impegnativa, densa, con una certa tensione e qualche momento horror; la suggerisco caldamente ad adolescenti, o quasi, che vogliano mettere in discussione la corrente immagine della femminilità.

Eleonora

“L'albero delle bugie”, F. Hardinge, Mondadori 2016


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