martedì 22 marzo 2016

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


IL VALORE DI UN'ARMONICA


Decisamente originale, il nuovo romanzo di Pam Muñoz Ryan, Echo: il filo conduttore di un'armonica lega i destini fra un mondo fatato, e forse immaginario, e il mondo terreno di tre ragazzi, tre straordinari musicisti la cui vita, alla fine, dipende da un colpo di fortuna, una svolta, un cambiamento che consente loro di ricominciare e realizzare i propri sogni.
Il primo a raccogliere l'eredità di un'armonica speciale è Friederich, un ragazzino che vive nella triste Germania degli anni '30, all'inizio dell'ascesa e del trionfo di Hitler. Cresciuto in una famiglia di musicisti, ha il viso deturpato da una voglia, una grande macchia che lo rende oggetto della pericolosa attenzione delle camicie brune, attente a preservare la perfezione della razza. Se questo non bastasse, il padre viene arrestato per aver difeso un ebreo. Friederich e lo zio tentano di organizzare una fuga in Svizzera, ma è un progetto pericoloso.
Qualche anno più tardi, in America, a raccogliere la preziosa armonica è Mike, il più grande di una coppia di orfani, ospiti di un orribile orfanotrofio, in cui vengono scoperti, e poi adottati, da una ricca signora dal passato infelice. La vita, e i sentimenti umani, sono complicati e quella che sembrava essere una soluzione definitiva viene messa in discussione. Per non separarsi di nuovo e non tornare nel luogo orribile da cui provengono, i due fratelli tentano la fuga.
Passa ancora qualche anno e a entrare in possesso dell'armonica è una bambina di origini messicane, con un fratello militare; c'è stato l'attacco di Pearl Harbor, l'America è in guerra e combatte anche il nemico interno, i giapponesi che vivono sul suolo americano. La famiglia di Ivy lavora nella tenuta di una famiglia giapponese, internata in un campo di lavoro, nonostante uno dei figli sia un valido soldato. E' a lui che Ivy consegna l'armonica, che, come talismano, chiamerà al suo capezzale la presenza salvifica delle tre sorelle origine di tutta la storia.
E' una trama complessa, in cui il filo conduttore, più di qualsiasi presenza fiabesca, che parli di streghe e di incantesimi, è la musica e la sua universalità.
E' la musica, rappresentata da questa armonica a bocca, che passa di mano in mano, a unire ebrei e gentili, a permettere al giovane Friederich di sognare di diventare un giorno un grande direttore d'orchestra. La musica che muove le dita di Mike sulla tastiera di un pianoforte, riportandolo alla sua infanzia felice. La musica che unisce attraverso le diverse condizioni sociali e le appartenenze etniche Ivy e Kenny, il giovane soldato di origini giapponesi, e che farà ammettere lei, giovane ispanica, nella scuola per bianchi dove impara a suonare il flauto.
Si ritrovano tutti e tre, nel finale, in un grande concerto alla Carnegie Hall, dove trovano corpo e realtà le loro speranze, la loro bravura, e la musica sopra ogni altra cosa, sopra i destini avversi, le vicende intricate della vita, i pregiudizi e le violenze.
I ritratti di questi ragazzi, le loro vicende drammatiche sono, secondo me, la parte migliore del libro, scritta con un grande senso del ritmo, con una trama avvincente che è quasi una sceneggiatura e che costringe il giovane lettore/lettrice a chiedersi se davvero il protagonista ce la farà. Efficaci le descrizioni d'ambiente, la collocazione storica e il grande amore per la musica. Meno convincente la cornice fantastica, il bambino che perdendosi in un bosco incontra le sorelle abbandonate e ne raccoglie il messaggio di salvezza, rappresentato dall'armonica.
E' una lettura impegnativa, per la struttura complessa, ma avvincente, della narrazione, che richiede lettori e lettrici di una certa esperienza, dai dodici anni in poi.

Eleonora

“Echo”, P. Muñoz Ryan, Mondadori 2016

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