mercoledì 18 novembre 2015

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


UCCELLO DI FUOCO

Non tutti sanno che il balletto di Stravinskij intitolato L'Uccello di fuoco è una versione molto libera che attinge al patrimonio tradizionale delle fiabe russe: la mitica creatura alata del colore del sole e di una luminosità abbagliante entra in molte storie del folklore slavo. Il grande compositore russo mise in scena il suo balletto d'esordio sulla scena parigina ispirandosi a una di queste fiabe, quella di Koscei l'Immortale, semplificandone la trama. A questo balletto s'ispira l'illustrato di Charlotte Gastaut, pubblicato da Gallucci.


La trama, dunque, è presto detta: il crudele mago Koscei tiene prigioniera una bellissima fanciulla di cui il protagonista della fiaba, Ivan zarevic, figlio di zar, si innamora perdutamente.
Koscei è un mago molto potente, capace di trasformare in pietra i suoi nemici. Ivan ha però un'arma speciale, una piuma dell'Uccello di fuoco, che il volatile gli ha regalato per ringraziarlo della sua generosità, poiché il giovane gli ha fatto dono della libertà dopo averlo astutamente catturato.


La piuma magica chiama in soccorso l'Uccello di fuoco, che neutralizza Koscei e le sue guardie facendole cadere in un sonno profondo e poi seppellendo il suo palazzo sotto una pioggia d'oro. Sconfitto il potente nemico, i due giovani possono ricongiungersi e promettersi amore eterno.
Charlotte Gastaut, nota illustratrice francese presente in Italia in molte traduzioni operate da editori come Rizzoli, Gallucci, White Star, ma nota anche per le sue collaborazioni con un produttore francese di raffinati giochi creativi, è da sempre molto sensibile al fascino del patrimonio fiabesco. Credo che in questa occasione abbia dato il meglio di sé, rendendo ancor più lineare la trama e illustrandola con efficacia. Lo stile richiama gli anni venti, con il gusto per le decorazioni, le geometrie, con l'oro tanto caro all'Art Nouveau.


Come uno spettacolo scandito per scene, qui l'azione è scandita per quadri, in cui la didascalia, ovvero un breve testo che accompagna l'immagine, funziona come nei quadri dei cantastorie, un'esplicitazione di ciò che l'immagine racconta già da sola.
Correttamente, alla fine del volume un breve testo riassume la trama e ne chiarisce alcuni passaggi.
L'autrice utilizza sapientemente le pagine con la carta intagliata, tecnica che consente di creare trasparenze che descrivono il paesaggio, o anticipano l'azione della pagina successiva.
Ne esce un libro illustrato efficace, colto nelle sue citazioni artistiche, sicuramente apprezzato dal pubblico di giovanissimi lettori e lettrici che apprezzino le fiabe. Ricordo che l'editore Gallucci ha tuttora in catalogo un'altra versione dell'Uccello di Fuoco, quella del grande Emanuele Luzzati.

Eleonora

L'Uccello di Fuoco”, C. Gastaut dal balletto di Stravinskij, Gallucci 2015




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